Guida pratica

Matrimonio civile a Torino: sedi auliche, pubblicazioni, costi e foto

A Torino il rito civile si celebra in due sale comunali nei giorni feriali e il sabato mattina, oppure il sabato pomeriggio in cinque sedi auliche a pagamento. Ecco come si prenota, cosa serve, quanto costa e cosa sapere per le foto, con le fonti ufficiali del Comune.

Toghrul NabiAggiornato il 2026-10-0515 min di lettura
Mohammed bacia Hejrat sulla fronte durante il rito civile in municipio, lei gli tiene il viso tra le mani, calle bianche sullo sfondo

Un matrimonio civile a Torino è più semplice di quanto sembri, purché si rispettino i tempi del Comune: le pubblicazioni, la scelta della sala, il pagamento delle sedi auliche il mese prima. Il nostro team ha base a Torino, fotografa e filma matrimoni dal 2018, e i riti in Comune sono tra le giornate che preferiamo raccontare. Qui trovate in ordine ciò che pubblica il Comune di Torino, più qualche nota da fotografo.

Dove si celebra il matrimonio civile a Torino

Il Comune celebra i matrimoni civili in giorni e sale fissi: due sale ordinarie, gratuite per i residenti, e il sabato pomeriggio le sedi auliche, a pagamento e su prenotazione.

Quando Dove Capienza
Lunedì mattina, mercoledì mattina, giovedì pomeriggio Sala Matrimoni, via Carlo Ignazio Giulio 22 60 posti, di cui 50 a sedere
Sabato mattina Sala Juvarra, via Corte d'Appello 16 99 posti, di cui 84 a sedere
Sabato pomeriggio Sedi auliche a pagamento, previa prenotazione Secondo la sala

Le capienze comprendono sposi, celebrante, testimoni e personale di sala. Se tra gli invitati c'è chi ha difficoltà a muoversi, il Comune chiede di avvisare prima.

Le due sale ordinarie sono entrambe nel Quadrilatero Romano, a circa 400 metri in linea d'aria l'una dall'altra, vicino all'Ufficio matrimoni di via della Consolata 23.

Il rito civile di Mohammed e Hejrat visto dal fondo della sala: il lungo velo di pizzo di lei steso su un pavimento a scacchi bianchi e neri, davanti l'ufficiale con la fascia tricolore che legge dietro il tavolo
Il rito civile di Mohammed e Hejrat, luglio 2026. Le finestre erano alle spalle dell'ufficiale, e dal fondo della sala il velo si accendeva di luce.

Le sedi auliche di Torino e come prenotarle

La Città apre i suoi luoghi storici a matrimoni e unioni civili solo il sabato pomeriggio. Per prenotare scrivete all'Ufficio celebrazioni auliche, matrimoniaulici@comune.torino.it, possibilmente con un numero di telefono, e concordate con loro sede, data, orario, organizzazione e pagamento. L'importo si versa per intero il mese prima, con un avviso PagoPA inviato dall'ufficio.

Quattro sedi su cinque stanno intorno a piazza Castello e piazza Carignano, a non più di 350 metri l'una dall'altra in linea d'aria; Palazzo Civico è a circa 450 metri da Palazzo Madama.

Palazzo Civico, Sala dei Marmi: 800 €

La Sala dei Marmi si raggiunge dallo Scalone d'Onore e si affaccia su piazza Palazzo di Città, con uno scorcio su piazza Castello e la vista sulla Mole. Accoglie al massimo 80 persone, di cui 50 sedute, con l'allestimento delle cerimonie ufficiali della Città. Dopo il rito, sposi e invitati possono entrare nella Sala Rossa, dove si riunisce il Consiglio comunale, e nella vicina Sala delle Congregazioni: è il Comune stesso a suggerirle per le fotografie.

Palazzo Madama: 2.000 €

In piazza Castello, Palazzo Madama offre il Salone del Senato (fino a 150 persone), il Gran Salone (120), la Camera delle Guardie (70), la Camera di Madama Reale (60), la Sala Quattro Stagioni (57) e il Giardino del Castello (70), con spostamento nella Camera delle Guardie se piove. La coppia e gli invitati ricevono un biglietto omaggio per il museo, valido sei mesi.

Il museo avvisa che, per proteggere le opere del piano nobile, lo scalone juvarriano è riservato agli sposi e al fotografo, e che percorso e sala possono cambiare, con preavviso, per mostre o cantiere: è in corso il restauro della facciata e dello scalone. Il suo calendario 2025 proponeva riti alle 15, alle 16, alle 17 e alle 18 nella Sala Feste, da 120 posti.

Accademia delle Scienze: 2.000 €

Il rito si svolge nella Sala dei Mappamondi, 99 posti a sedere, in cima allo scalone guariniano: un tavolo e cinque sedie per coppia, testimoni e ufficiale, più 94 posti per gli invitati. Dopo il rito si visitano le sale del secondo piano, tranne per i riti delle 18. L'Accademia può offrire altri spazi per un rinfresco, con modalità e costi da concordare con la direzione.

Museo del Risorgimento: 2.000 €

Il rito si tiene nelle sale per eventi del museo, in cima allo Scalone Monumentale restaurato, per un massimo di 100 persone. Coppia e invitati ricevono il biglietto del museo, e un rinfresco in altri spazi si concorda con il museo.

Teatro Carignano: 2.000 €

Il sì si pronuncia sul palcoscenico, con un massimo di 150 persone. Chi vuole può proseguire con un rinfresco nella Sala delle Colonne, al piano sottostante, da concordare con il teatro.

In queste quattro sedi la marcia nuziale può accompagnare il vostro ingresso e la musica classica il rito, modificabile su richiesta previa autorizzazione SIAE.

Le pubblicazioni di matrimonio a Torino

Le pubblicazioni accertano che non ci siano impedimenti, per il rito civile come per quello religioso. Il Comune di Torino è competente se almeno uno di voi è residente in città, e la domanda la presenta chi è residente. Entrambi dovete essere di stato libero: celibi o nubili, divorziati o vedovi.

  1. Richiesta online. Si fa sul servizio online del Comune (Città Facile) con SPID, CIE o CNS, allegando un documento d'identità valido. L'ufficio vi contatta per completare la pratica.
  2. Firma. Al momento della firma indicate il regime patrimoniale (comunione o separazione dei beni; dopo il matrimonio si cambia solo con atto notarile), i due testimoni e l'eventuale interprete. Fino a venti giorni prima del rito potete modificarli scrivendo a matrimonicivilireligiosi@comune.torino.it.
  3. La data. Per il rito civile in città la data si fissa proprio alla firma, secondo le sale libere in quel momento.
  4. Affissione. La pubblicazione resta all'Albo Pretorio online per 8 giorni, più 3 per eventuali opposizioni. Potete sposarvi dal dodicesimo giorno ed entro i 180 successivi; dopo, serve una nuova richiesta.

Costi: imposta di bollo di 16 € se siete entrambi residenti a Torino, 32 € se uno dei due risiede in un altro comune, con PagoPA se firmate online, oppure con bancomat, carta o contanti se firmate in ufficio.

Tempi: il Comune evade la richiesta entro 60 giorni e chiude l'intero procedimento entro 73. Come impegno di qualità garantisce un appuntamento entro 100 giorni dalla richiesta. Se vi sposate in chiesa, o con rito civile in un altro comune, la richiesta va inviata non prima di 180 giorni e almeno 60 giorni prima della data.

Se non siete residenti a Torino

Il Comune lo scrive chiaramente: chi vuole sposarsi a Torino senza esservi residente chiede le pubblicazioni nel comune di residenza di uno dei due, indicando Torino come luogo del matrimonio, e quel comune invia la delega. Il rito costa 352 € se nessuno dei due risiede a Torino. Per data e pagamento scrivete prima all'Ufficio matrimoni.

Documenti per gli sposi stranieri: cosa chiede Torino

Il percorso generale per chi viene dall'estero (nulla osta, apostille, traduzioni, dichiarazione) è nella nostra guida al matrimonio civile in Italia per stranieri. Qui ci sono solo le indicazioni specifiche del Comune di Torino:

  • Nulla osta rilasciato dal consolato o dall'ambasciata del proprio Stato in Italia, con cognome e nome, luogo e data di nascita, paternità e maternità, residenza, cittadinanza e stato civile.
  • Legalizzazione del nulla osta in Prefettura a Torino, tranne per i Paesi che aderiscono alla convenzione di Londra del 1968 o a quella di Bruxelles del 1987.
  • Convenzione di Monaco del 1980 (Austria, Germania, Grecia, Lussemburgo, Moldavia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svizzera, Turchia): basta il certificato di capacità matrimoniale plurilingue, senza legalizzazione.
  • Documento: carta d'identità per i cittadini dell'Unione europea, passaporto per tutti gli altri.
  • Casi particolari: per Australia, Danimarca, Finlandia, Gran Bretagna, Lituania, Messico, Norvegia, Polonia, Stati Uniti e Svezia il Comune pubblica un prospetto a parte.
  • Divorzio o vedovanza devono comparire sul nulla osta, con il nome del precedente coniuge e date e luoghi del matrimonio e del divorzio o del decesso.
  • Interprete: chi non capisce l'italiano deve presentarsi all'appuntamento con un interprete munito di documento valido.

Per il Codice civile, lo straniero che non ha domicilio né residenza in Italia non deve fare le pubblicazioni, quindi una coppia di stranieri che vive all'estero normalmente non le fa. Le pagine del Comune di Torino però sono scritte intorno alle pubblicazioni e non descrivono un percorso a parte: in questo caso chiedete all'Ufficio matrimoni, per iscritto, come procedere con la dichiarazione e con la prenotazione della sala.

Mohammed bacia Hejrat sulla fronte tenendole le mani, davanti a un grande quadro scuro, nella sala del rito civile
Un secondo di quiete subito dopo il sì.

Testimoni e interprete

Servono due testimoni maggiorenni con un documento d'identità valido; il Codice civile ammette che siano parenti. Se uno degli sposi, o uno dei testimoni, non capisce l'italiano, deve essere presente l'interprete che avete nominato con le pubblicazioni, anche nelle sedi auliche. Chi fa le foto o il film non può fare anche l'interprete: sono due lavori a tempo pieno nello stesso momento.

Come si svolge il rito e quanto dura

Il rito è pubblico ed è celebrato da un ufficiale di stato civile. Il Codice civile ne fissa il cuore: l'ufficiale legge gli articoli 143, 144 e 147 sui diritti e i doveri dei coniugi, riceve il sì di ciascuno, vi dichiara uniti in matrimonio e l'atto si redige subito, con le firme di sposi e testimoni.

Il Comune non pubblica una durata ufficiale. La parte legale è breve; musica, letture, abbracci e firme la allungano. Un riferimento concreto: il calendario 2025 di Palazzo Madama metteva i riti a un'ora l'uno dall'altro nella stessa sala, quindi ragionate su un'ora in tutto, dall'arrivo all'uscita.

Dopo il matrimonio l'ufficiale trasmette l'atto al comune di residenza, se diverso da Torino. Certificati ed estratti si chiedono al comune dove vi siete sposati o a quello dove risiedevate.

Riso, petali e brindisi: le regole all'uscita

Il Comune di Torino è molto preciso, e vale la pena leggere la frase così com'è: «All'interno dell'edificio (sia nelle sale sia nei cortili) non è consentito il consumo di cibo o bevande e quindi non è possibile alcun rinfresco o brindisi. Ugualmente il lancio benaugurale di riso, coriandoli, petali di fiori o quant'altro non può avvenire nelle sale e nei cortili, ma solo sul marciapiede esterno.»

In pratica: niente bottiglie nel cortile, e il riso si lancia in strada. Fate distribuire riso o petali agli ospiti prima di entrare, così all'uscita sono già pronti sul marciapiede. Nelle sedi con spazi per un rinfresco (Accademia delle Scienze, Museo del Risorgimento, Teatro Carignano) il brindisi si organizza lì, alle condizioni concordate con la sede.

Foto e video durante il rito

Il Comune non pubblica regole su foto e riprese durante la cerimonia. Le indicazioni che esistono sono a favore: per Palazzo Civico è la Città stessa a suggerire le sale del Consiglio per le fotografie, e a Palazzo Madama lo scalone juvarriano resta aperto agli sposi e al fotografo. Per il resto (dove stare durante il rito, il flash, un microfono per il film) chiedete all'ufficio quando prenotate.

Qualche nota pratica dalla nostra esperienza:

  • Il suono. Il sì è la frase più importante del film e spesso la più sommessa. Al rito di Mohammed e Hejrat lo sposo portava un piccolo microfono sul bavero.
  • Il controluce. Nella sala del loro rito le finestre erano alle spalle dell'ufficiale. Dal fondo della sala il velo e le sagome degli sposi si stagliavano contro la luce, e quell'inquadratura è diventata una delle immagini della giornata.
  • Il drone. Toghrul Nabi, nostro fondatore e direttore creativo, è pilota di droni registrato nell'UE (ENAC, A1/A3), ma in centro a Torino pianifichiamo riprese aeree solo dove le regole lo permettono, dopo il controllo sulla mappa ufficiale D-Flight.

Ritratti dopo il rito: dove andare a piedi

Tutte le sedi auliche sono a pochi minuti a piedi da alcuni dei luoghi più belli della città:

  • Galleria Subalpina, a due passi da piazza Castello: luce morbida sotto la copertura di vetro, perfetta anche con la pioggia.
  • Giardini Reali, dietro Palazzo Reale: ombra di alberi a qualunque ora. Per un servizio professionale i Musei Reali chiedono di concordare in anticipo tempi e modalità con il loro Ufficio Documentazione.
  • I portici di via Po, verso piazza Vittorio e il fiume: luce uniforme per una passeggiata.
  • Piazza San Carlo, più bella quando è quasi vuota.

Per il tramonto la scelta classica è il Monte dei Cappuccini, oltre il Po. A metà giugno il sole tramonta verso le 21:17, a metà settembre verso le 19:41, a metà ottobre verso le 18:45. Luoghi, orari e permessi sono tutti nella nostra guida ai luoghi per le foto di matrimonio a Torino.

Gabri e Mada camminano tenendosi per mano sotto i ciliegi in fiore a Torino, sul sentiero coperto di petali rosa
Gabri e Mada sotto i ciliegi a Torino, in primavera. In città bastano pochi passi per cambiare scena.

Dal Comune al ricevimento: tempi realistici

Il sabato pomeriggio delle sedi auliche si sposa bene con una cena in città o in collina. La Reggia di Venaria, secondo la Reggia stessa, è a 10 km dal centro di Torino; nella nostra guida alle location per matrimoni a Torino trovate le altre, con le distanze.

Un esempio per un rito alle 16 in una sede aulica, a metà settembre:

  1. 15:30 Arrivo degli ospiti; gli sposi entrano per ultimi.
  2. 16:00 Il rito, poi le firme.
  3. 16:45 Uscita, riso sul marciapiede, foto di gruppo con la famiglia.
  4. 17:00 Ritratti a piedi: Galleria Subalpina, Giardini Reali, via Po.
  5. 18:15 Spostamento verso la cena e aperitivo.
  6. 19:15 Qualche minuto da soli nell'ultima luce; il sole tramonta verso le 19:41.

Mohammed e Hejrat hanno scelto un'altra forma che funziona bene: il rito civile in municipio a luglio 2026, poi il resto della giornata alla Reggia di Venaria. La loro storia, con foto e film, è nella pagina di Mohammed e Hejrat, e la Reggia ha una guida tutta sua: il matrimonio alla Reggia di Venaria.

Hejrat e Mohammed in piedi nella Galleria Grande della Reggia di Venaria, con il lungo velo di lei sollevato nell'aria
Dopo il municipio, la Galleria Grande della Reggia di Venaria.

Come lavoriamo a un matrimonio civile

Un rito in Comune dura poco e non concede seconde occasioni: lo sguardo prima del sì, la mano che cerca l'altra, la risata all'uscita. Lavoriamo senza fretta, pianifichiamo foto e film insieme su un'unica scaletta e durante il rito restiamo una presenza discreta. Poi, per le foto di coppia, vi guidiamo con calma: reportage dei momenti veri e ritratti eleganti.

Ogni collezione comprende una consulenza prima del matrimonio: scaletta intorno all'orario del rito e alla luce, luoghi per i ritratti, piano per la pioggia. Parliamo italiano, inglese, russo, turco e azero, quindi anche i parenti arrivati da lontano hanno qualcuno con cui parlare. Per un sabato tra maggio e settembre conviene prenotare da 9 a 15 mesi prima. Collezioni e prezzi ve li inviamo quando conosciamo data e luogo; più dettagli nella nostra pagina da fotografo di matrimonio a Torino.

Domande frequenti

Quanto costa sposarsi in Comune a Torino?

Il rito nelle sale ordinarie è gratuito se almeno uno di voi è residente a Torino; se nessuno dei due lo è, costa 352 €. Le sedi auliche costano 800 € (Sala dei Marmi di Palazzo Civico) o 2.000 € (Palazzo Madama, Accademia delle Scienze, Museo del Risorgimento, Teatro Carignano), da versare il mese prima. Per le pubblicazioni c'è un'imposta di bollo di 16 € o 32 €.

Quali sono le sedi auliche del Comune di Torino?

Sono cinque: Palazzo Civico (Sala dei Marmi), Palazzo Madama, l'Accademia delle Scienze, il Museo del Risorgimento e il Teatro Carignano, dove il rito si celebra sul palco. Sono disponibili solo il sabato pomeriggio, a pagamento, e si prenotano scrivendo a matrimoniaulici@comune.torino.it.

Quanto tempo prima bisogna fare le pubblicazioni a Torino?

Il matrimonio si può celebrare dal dodicesimo giorno dall'affissione ed entro i 180 giorni successivi, quindi non ha senso farle troppo presto. Il Comune evade la richiesta entro 60 giorni e garantisce un appuntamento entro 100 giorni. Per un sabato preciso, verificate prima la sala e partite con le pubblicazioni quattro o cinque mesi prima.

Possiamo sposarci a Torino se non siamo residenti?

Sì. Chiedete le pubblicazioni nel comune di residenza di uno dei due, indicando Torino come luogo del matrimonio: quel comune invierà la delega. Se nessuno dei due risiede a Torino, il Comune chiede 352 € per il rito, più il costo dell'eventuale sede aulica. Scrivete all'Ufficio matrimoni per concordare la data prima di avviare la pratica.

Si può lanciare il riso all'uscita del Comune di Torino?

Sì, ma solo fuori. Il Comune vieta il lancio di riso, coriandoli e petali nelle sale e nei cortili: si fa sul marciapiede esterno. Nell'edificio non si possono nemmeno consumare cibo e bevande, quindi niente brindisi nel cortile. Alcune sedi auliche offrono spazi per un rinfresco, da concordare con la sede.

Quanto dura un matrimonio civile a Torino?

Il Comune non indica una durata. La parte legale è breve: l'ufficiale legge tre articoli del Codice civile, riceve il vostro sì e si firma l'atto. Il calendario 2025 di Palazzo Madama metteva i riti a un'ora di distanza nella stessa sala: contate un'ora in tutto, dall'arrivo all'uscita.

Vi sposate in Comune a Torino?

Scriveteci la data, l'orario e la sala, anche se non è ancora confermata. Vi rispondiamo entro un giorno o due e, se vi va, ne parliamo in una videochiamata gratuita di 20 minuti. Inviateci data e location.

Fonti